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Articolo: René Magritte: vita, opere famose e significato del suo surrealismo

René Magritte: vita, opere famose e significato del suo surrealismo

René Magritte (1898-1967) dipingeva le cose comuni con una precisione tale da renderle impossibili: una pipa che non è una pipa, un uomo con il volto nascosto da una mela, una strada notturna sotto un cielo di pieno giorno. Il pittore belga si vestiva come un impiegato di banca e per anni lavorò a un cavalletto sistemato nella sala da pranzo, eppure i suoi quadri sono tra le immagini più riconoscibili del Novecento.

Questa guida ripercorre la sua vita, presenta le opere più famose e il loro significato, indica dove vedere gli originali e risponde alle domande più frequenti.

Poster Scintilla di vita con cornice in rovere naturale: una ciliegia rossa su un cielo nuvoloso
Scintilla di vita, un poster omaggio di Posterscape ispirato a Magritte, non un’opera dell’artista.

René Magritte in breve

  • Nascita: 21 novembre 1898 a Lessines, in Belgio
  • Morte: 15 agosto 1967 a Bruxelles (Schaerbeek), a 68 anni
  • Movimento: surrealismo, di cui fu la figura principale in Belgio
  • Moglie: Georgette Berger, sposata nel 1922; la coppia non ebbe figli
  • Opere famose: Gli amanti (1928), Il tradimento delle immagini (1929), La durata pugnalata (1938), L’impero delle luci (1949-1964), Golconda (1953), Il figlio dell’uomo (1964)
  • Dove vedere le sue opere: Museo Magritte di Bruxelles, René Magritte Museum di Jette, LACMA, MoMA, Art Institute of Chicago e Menil Collection

Da Lessines a Bruxelles: gli anni giovanili

Magritte nacque a Lessines, nella provincia belga dell’Hainaut, e crebbe nei dintorni di Charleroi. Nel 1912, quando aveva 13 anni, la madre Régina si tolse la vita annegandosi nella Sambre. I biografi collegano spesso i volti velati dei suoi quadri a quella perdita, una lettura che Magritte respinse sempre.

Studiò all’Accademia reale di belle arti di Bruxelles dal 1916 al 1918 e sperimentò impressionismo, cubismo e futurismo senza trovare la propria voce. Conobbe Georgette Berger a una fiera di Charleroi nel 1913, la ritrovò per caso in un giardino botanico di Bruxelles nel 1920 e la sposò due anni dopo. Per vivere disegnava carte da parati e pubblicità: una scuola di immagini chiare ed efficaci che segnò tutto ciò che dipinse in seguito.

Come Magritte divenne surrealista

La svolta arrivò intorno al 1923, quando il poeta Marcel Lecomte gli mostrò una riproduzione del Canto d’amore di Giorgio de Chirico. Magritte raccontò di essersi commosso fino alle lacrime: ecco una pittura che accostava oggetti familiari per creare mistero. Nel 1926 dipinse Le Jockey perdu (Il fantino perduto), che considerava il suo primo quadro davvero surrealista. La sua prima personale, alla galleria Le Centaure di Bruxelles nel 1927, fu accolta male dalla critica.

Nello stesso anno si trasferì a Le Perreux-sur-Marne, vicino a Parigi, ed entrò nella cerchia surrealista di André Breton. Nel 1929 pubblicò «Le parole e le immagini» sulla rivista La Révolution surréaliste, un breve manifesto illustrato sulla distanza tra gli oggetti, i loro nomi e le loro immagini. Gli anni parigini finirono con una lite con Breton, che criticava la croce che Georgette portava al collo. Nel 1930 la coppia tornò definitivamente a Bruxelles.

La pubblicità, Jette e il cavalletto in sala da pranzo

Tornato a Bruxelles, Magritte aprì con il fratello Paul lo Studio Dongo, una piccola agenzia di manifesti e pubblicità. Dal 1930 al 1954 la coppia visse in una casa modesta di rue Esseghem, a Jette, dove Magritte dipingeva in sala da pranzo. Oggi la casa è il René Magritte Museum. Qui perfezionò il suo metodo: nessuna pennellata visibile, colori lisci, oggetti quotidiani dipinti con la nitidezza di un’illustrazione pubblicitaria e poi collocati in situazioni impossibili.

Le opere più famose di Magritte e il loro significato

Il tradimento delle immagini (1929)

Una pipa realistica fluttua sopra la scritta a mano «Ceci n’est pas une pipe» (Questa non è una pipa). L’idea è semplice: è l’immagine di una pipa, e non la si può riempire di tabacco. Il quadro è diventato un manifesto sulla differenza tra immagine e realtà, e il filosofo Michel Foucault gli dedicò nel 1968 un saggio, Questa non è una pipa. L’originale appartiene al Los Angeles County Museum of Art.

Gli amanti (1928)

Due amanti si baciano con la testa avvolta in un panno bianco: vicinissimi, eppure incapaci di vedersi o toccarsi. Il quadro fa parte di un gruppo di opere del 1928 con volti velati; una versione si trova nelle collezioni del MoMA di New York.

La durata pugnalata (1938)

Una piccola locomotiva a vapore esce da un camino, sotto un orologio e uno specchio vuoto. Il titolo francese, La Durée poignardée, ha una violenza che le traduzioni attenuano spesso. Il quadro è conservato all’Art Institute of Chicago.

L’impero delle luci (1949-1964)

Una strada di notte, illuminata da un solo lampione, sotto un cielo azzurro di pieno giorno. Magritte tornò più volte su questo paradosso, in una lunga serie di oli e gouache. Alcune versioni sono esposte al MoMA, alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia e al Museo Magritte di Bruxelles. Nel 2022 una di esse è stata venduta da Christie’s a New York per 79,7 milioni di dollari, un record per l’artista.

Golconda (1953)

Decine di uomini identici con cappotto e bombetta sono sospesi nell’aria sopra una fila di case, come se cadessero a pioggia o restassero sospesi. Il titolo, suggerito dall’amico poeta Louis Scutenaire, rimanda a Golconda, città indiana un tempo celebre per i suoi diamanti. Il quadro appartiene alla Menil Collection di Houston.

Il figlio dell’uomo (1964)

Un uomo con cappotto scuro e bombetta sta davanti a un muretto e a un mare nuvoloso, il volto nascosto da una mela verde sospesa. Magritte lo dipinse come autoritratto e spiegò: «Tutto ciò che vediamo nasconde un’altra cosa, vogliamo sempre vedere ciò che è nascosto da ciò che vediamo.» Si trova in una collezione privata ed è la sua immagine più parodiata.

Il surrealismo in pieno sole e il periodo «vache»

Durante l’occupazione tedesca del Belgio, Magritte rispose al grigiore con colori vivaci alla Renoir, una fase che chiamò «surrealismo in pieno sole» (circa 1943-1947). Breton e i surrealisti parigini non apprezzarono. Nel 1948, per la sua prima personale a Parigi, alla galleria du Faubourg, dipinse in poche settimane una serie di quadri volutamente rozzi e sgargianti: il periodo «vache» (mucca), una provocazione contro il gusto parigino. Non vendette nulla e tornò allo stile liscio e preciso che gli diede fama internazionale negli anni Cinquanta e Sessanta.

Perché la bombetta, la mela e la pipa?

Magritte lavorava con un piccolo vocabolario di oggetti: bombette, mele, pipe, nuvole, uccelli, tende, sonagli e chiavi. La bombetta era la divisa dell’uomo comune e anonimo, e lui stesso ne portava una. Diffidava delle letture simboliche e scriveva che la sua pittura è fatta di «immagini visibili che non nascondono nulla; evocano il mistero». La stranezza non nasce mai da forme deformate, come gli orologi molli di Dalí, ma da cose familiari messe nella scala sbagliata, nel posto sbagliato o nel momento sbagliato.

L’eredità di Magritte

Una retrospettiva al Museum of Modern Art di New York nel 1965 consacrò la sua fama negli Stati Uniti. La sua idea che un’immagine possa interrogare sé stessa nutrì la pop art e l’arte concettuale, e i suoi motivi sono ovunque, nella pubblicità, sulle copertine dei dischi e al cinema: le bombette del film Gioco a due (The Thomas Crown Affair, 1999) sono un omaggio diretto. Nel 2009 Bruxelles ha aperto un museo interamente dedicato a lui.

Dove vedere i quadri di René Magritte

  • Museo Magritte, Bruxelles: parte dei Musei reali di belle arti del Belgio, possiede la più grande collezione di Magritte al mondo.
  • René Magritte Museum, Jette (Bruxelles): la casa in cui visse e dipinse dal 1930 al 1954.
  • LACMA, Los Angeles: Il tradimento delle immagini.
  • MoMA, New York: Gli amanti, Il falso specchio e una versione de L’impero delle luci.
  • Art Institute of Chicago: La durata pugnalata.
  • Menil Collection, Houston: Golconda.

Vivere con lo spirito di Magritte: i nostri poster omaggio

Magritte morì nel 1967: i suoi quadri restano quindi protetti dal diritto d’autore in Europa fino alla fine del 2037. Per questo non vendiamo riproduzioni delle sue opere. Il nostro studio ha invece disegnato una collezione di poster omaggio ispirati a Magritte: creazioni originali che riprendono i suoi cieli limpidi, gli uccelli, i soli e gli oggetti sospesi senza copiare nessuna delle sue tele.

Scintilla di vita posa una ciliegia rossa su un cielo nuvoloso, Il piccione e la ciliegia accosta un uccello bianco allo stesso frutto e Uomini di luce gioca con silhouette e un sole splendente. Colibrì e campana di vetro chiude un uccello sotto vetro, come uno degli enigmi di Magritte. I colori piatti e i grandi spazi vuoti li rendono facili da appendere in soggiorno o sopra la scrivania.

Poster Il piccione e la ciliegia con cornice in metallo nero: un uccello bianco con una ciliegia rossa
Il piccione e la ciliegia, una creazione originale di Posterscape in omaggio a Magritte.

Domande frequenti su René Magritte

Qual è il quadro più famoso di René Magritte?

Il tradimento delle immagini (1929), con la pipa e la frase «Ceci n’est pas une pipe», e Il figlio dell’uomo (1964), l’uomo con la mela verde davanti al volto, sono le sue immagini più note.

Che cosa significa «Ceci n’est pas une pipe»?

Che il dipinto di una pipa non è una pipa: è un’immagine, fatta di colore, che si limita a rappresentare l’oggetto. Magritte usa una semplice battuta per mostrare che parole, immagini e cose non coincidono mai.

René Magritte aveva figli?

No. René e Georgette Magritte non ebbero figli. Georgette gli sopravvisse di quasi vent’anni e morì nel 1986.

Magritte era francese?

No, era belga. Visse vicino a Parigi dal 1927 al 1930 e partecipò al gruppo surrealista francese, ma trascorse quasi tutta la vita in Belgio, soprattutto a Bruxelles.

Dove si trova il Museo Magritte?

A Bruxelles, in place Royale, all’interno dei Musei reali di belle arti del Belgio. Un secondo museo, il René Magritte Museum, occupa la sua ex casa di Jette.

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